Controlli non distruttivi: cosa sono, quali sono e perché sono fondamentali

Una cricca evidenziata dopo una serie di controlli non distruttivi

Nel mondo dell’industria, la qualità dei materiali è un elemento cruciale per garantire la sicurezza, l’affidabilità e le prestazioni ottimali dei prodotti. Per accertarsi che un manufatto sia realmente integro e accettabile, lo si sottopone a una serie di test, denominati Controlli non Distruttivi (CND).

Ecco, quindi, cosa sono i controlli non distruttivi CND, le tecniche maggiormente utilizzate e perché questi test rivestono un ruolo così fondamentale nella pulitura dei metalli e nella manutenzione dell’intero processo produttivo.

Cosa sono i Controlli non Distruttivi (CND)?

I controlli non distruttivi comprendono un insieme di tecniche e metodologie che consentono di analizzare la struttura e l’integrità dei materiali senza provocarne danni, o modificarne la struttura.
Questi controlli si applicano a una vasta gamma di materiali, inclusi metalli, plastica, ceramica e altri compositi. L’obiettivo principale è quello di rilevare difetti superficiali e subsuperficiali, quali cricche, porosità, inclusioni e altre imperfezioni che potrebbero compromettere sia la qualità strutturale che qualitativa del materiale.

Controlli Non Distruttivi: quali sono i più comuni?

Nel contesto dei controlli non distruttivi NDT (dall’inglese Non Destructive Testing), esistono diverse tecniche specializzate. Esaminiamo più da vicino alcune di queste metodologie.

Controlli PT: Liquidi Penetranti

La tecnica dei Controlli PT coinvolge l’applicazione di un agente penetrante sulla superficie del materiale. Il liquido penetra per capillarità nei difetti e tramite contrasto cromatico, evidenza eventuali irregolarità come cricche, porosità o inclusione di materiale estraneo sulla superficie.
Questa tecnica è ideale per la rilevazione di difetti superficiali.

Controlli MT: Magnetoscopici

La magnetoscopia, noto anche come controllo magnetico, è una tecnica di ispezione non distruttiva impiegata per rilevare segnalazioni superficiali e subsuperficiali in componenti metallici.
Questo metodo si fonda sull’attrazione di particelle ferromagnetiche sospese in un liquido, attirate dal campo magnetico disperso nelle vicinanze di eventuali difetti, come cricche.
Le particelle magnetiche possono presentare una pigmentazione fluorescente (e sono quindi visibili in un ambiente oscurato con l’ausilio di una lampada a raggi UV) o un contrasto di colore (rendendole visibili in luce bianca ambiente).

Controlli VT: Visuali

I Controlli VT, invece, sono una delle tecniche più intuitive e dirette.
Gli ispettori visuali esaminano la superficie del materiale alla ricerca di eventuali difetti visibili a occhio nudo. Questo metodo è rapido, economico ed è spesso la prima linea di difesa nella scoperta di imperfezioni superficiali.

Controlli RT: Radiografici

I Controlli RT coinvolgono l’utilizzo di raggi x, raggi gamma o neutroni, per penetrare il materiale e creare un’immagine della sua struttura interna.
Questa tecnica è particolarmente utile per individuare inclusioni, bolle d’aria e altre imperfezioni all’interno del materiale, contribuendo così a garantire la qualità e l’integrità strutturale.

Controlli UT: Ultrasonici

La tecnica degli ultrasuoni coinvolge l’uso di onde sonore ad alta frequenza che si propagano attraverso il materiale.
Le onde riflesse sono analizzate per individuare difetti, spessore e altre caratteristiche del materiale in analisi. Questa tecnica è particolarmente efficace nella rilevazione di difetti interni, fornendo dettagli precisi sulla struttura del materiale.

Controlli ET: Correnti Indotte

Il metodo ET sfrutta il principio delle correnti indotte. Una bobina è posta in prossimità del materiale. La variazione dell’impedenza della bobina, in risposta alle correnti indotte, permette di rilevare difetti o discontinuità all’interno del materiale.
Questo approccio è particolarmente utile per identificare variazioni nella conducibilità elettrica, consentendo la rilevazione di difetti sottostanti alla superficie.

Controlli TT: Termografia

La termografia coinvolge l’analisi della risposta termica di un materiale.
La presenza di discontinuità o difetti provoca variazioni nel profilo termico, evidenziando la presenza di anomalie, quali difetti superficiali o interni.

Perché i Controlli Non Distruttivi sono fondamentali?

I controlli non distruttivi rivestono un ruolo fondamentale nell’ambito industriale per diverse ragioni cruciali.

Prevenzione di incidenti

Individuando difetti potenzialmente pericolosi, i CND contribuiscono a prevenire incidenti e malfunzionamenti, derivanti da guasti che potrebbero verificarsi durante l’utilizzo o la produzione.

Miglioramento della qualità

Identificare e correggere difetti prima che il materiale venga utilizzato nel processo produttivo migliora la qualità del prodotto finale, riducendo i costi associati a difetti e riparazioni post-produzione.

Aumento della durata utile

La rilevazione precoce di difetti consente interventi correttivi tempestivi, prolungando la vita utile del materiale e dei prodotti finiti.

Riduzione dei costi di manutenzione

Correggere difetti durante le fasi iniziali del processo produttivo riduce la necessità di interventi di manutenzione correttiva, riducendo i costi complessivi di gestione.

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